Lacrime in un urlo silenzioso scendono dai miei occhi consapevoli del dolore che portano, e talvolta arrivano salata alla bocca consapevoli di tutto ciò che rappresentano.
Prendere coscienza di se stessi fa male ogni volta che pensi a qualcuno ti accorgi che l'ultimo ricordo che hai che gli riguarda è un addio, una lite o un non ritorno.
Le persone vanno via, vanno via da me.
Il cuore nel petto vuole scoppiare e la mente mi suggerisce frasi catastrofiche e dolorose, gli occhi invece tirano via quello che possono, quello che basta per farmi addormentare con il cuscino zuppo e l'anima un po' più leggera.
Il disco nella mia mente deve essersi blocca a "Si allontanano tutti"...
Piango e mi chiedo quanto sia profondo questo solco che ogni volta qualcuno rende più profondo, e quanto può sopportare una persona, quanti addii possiamo ricevere senza dover mettere in gioco ogni cosa, quante lacrime una persona può versare e quanti cuscini bagnati dovrà trovare quando si sveglia, quanta tempesta deve sopportare prima dell'arcobaleno.
E se l'arcobaleno non dovesse mai arrivare?
E se il temporale fosse la conseguenza di tanti errori?
E se le persone vanno via perché faccio parte quel target che bisogna evitare?
E se ogni lacrima fosse per il mio essere sbagliata?
Devo rassegnarmi alla solitudine e vedere le spalle di qualcuno che va via, a volte non so perché lo fanno ma so per certo che è colpa mia, sono così, sono sbagliata e per quanto io ci provi a essere migliore non basta mai...
Magari è il contesto in cui vivi che non è adatto a te, non tu a lui.
RispondiEliminaPuò darsi... Ma può anche darsi che abbia soltanto un caratteraccio!
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