In questi giorni chiamiamoli "Giorni del silenzio", sono calma e sembra che nessuna cosa mi faccia arrabbiare, non ho reazioni eccessive e sono leggermente assente, faccio tutto ciò che mi piace fare, in solitudine e silenzio ovviamente e se per caso questo silenzio viene a mancare, allora me lo creo, ritaglio un piccolo angolo di mondo dove mi chiudo e butto la chiave fin quando non ho voglia di uscire!
Solitamente questi giorni sono i giorni successivi alle delusioni, alle litigate ad alta voce, quelle che terminano con un amaro "Vaffanculo" o un "Non voglio vederti mai più", sono i giorni successive alle parole subite, alle offese pesanti, sono le giornate che seguono un evento che mi lascia senza parole.
Sì, oggi sono senza parole, sono chiusa, silenziosa, ho poca voglia di parlare, e zero voglia di farlo con chi ha solo da lasciarmi un'impronta negativa in questa giornata già poco soleggiata di suo, vorrei cancellare le parole che tanto mi hanno segnata, vorrei non averle mai sentite, non averle mai lette, vorrei non esserne mai venuta a conoscenza. Vorrei tante cose eppure l'unica cosa che riesco a fare è stare zitta e pensare a quanto tutto ciò faccia male.
Quando hai accanto qualcuno che non riesce a capire quanto può solo una parola o una frase rabbiosa essere letale per me è come un suicidio, le parole feriscono più di un coltello, più di una lama affilata da mille e più mani.
Le parole una volta pronunciate non si cancellano dalla mente, rimangono lì indelebili e crudeli, ti lasciano senza parole, ti spiazzano e ti fanno soffrire, ma non piangere, perchè le lacrime riescono a cancellare ogni traccia di dolore, ma le parole quelle dai denti aguzzi lasciano solo sgomento e vuoto, sono come le frecce scoccate dall'arco del più maligno degli arcieri.
Però ci sono persone che riescono a regalarmi un sorriso anche quando l'unica cosa che so dare è il silenzio.
Grazie!

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